TARANTO – Il nuovo innesto a disposizione di coach Palagiano non vede l’ora di mettersi in gioco e dare un contributo alle compagne per il raggiungimento degli obiettivi.

Queste le parole di Martina Gatti:

-Quando hai iniziato a giocare a basket?

“Ho cominciato a giocare a basket quando avevo 6 anni, con la Barcolana basket Trieste”.

-Che ricordi hai del tuo esordio?

“Ho esordito in serie B quando avevo 16 anni, con l’Oma Basket Trieste. Essendo il mio primo anno in serie B e la più “giovane” del gruppo, ero molto emozionata, ma da subito ho voluto dare il massimo del mio contributo alla squadra. Quella stagione ho avuto la fortuna di avere due allenatori, prima Pino Masala e poi Matija Jogan, che mi hanno dato tanta fiducia in campo”.

-Dopo Trieste quali sono state le tappe della tua carriera?

“Questo è il mio quarto anno lontano da casa. Il primo ho giocato a Viterbo, dopo sono andata a Scafati e la scorsa stagione a Roma, all’Elitè basket Roma, sempre in serie B. Adesso sono qui a Taranto e non vedo l’ora di cominciare”.

-Qual è il tuo ruolo?

“Ala”.

-Nonostante la giovane età ti senti pronta per questa sfida? Ansia, paure?

“La vera paura è quella di non cominciare il campionato. Per il resto sono carichissima, anche più del solito e ho voglia di riscattarmi. Sono davvero carica più che mai e non vedo l’ora di cominciare a giocare, dopo tutta questa pausa il sogno di ognuna di noi è quello di tornare a giocare”.

-Qual è stato il momento più felice della tua giovane carriera? E il più difficile?

“Il momento più felice è stato quando ho vinto lo scudetto U15 con l’Interclub Muggia, a Roseto degli Abruzzi. Se ci ripenso, mi viene la pelle d’oca.

Mentre quello più “difficile” è stato il primo anno fuori casa, a Viterbo. Avevo 17 anni ed ero entusiasta d’intraprendere una nuova esperienza; i primi mesi sono stati “duri” poiché sentivo molto la mancanza della mia città, in primis della mia famiglia e dei miei amici. Mi ha aiutato molto il fatto che vivessi con altre ragazze che si trovavano nella mia stessa situazione. È stata un’esperienza super, perché mi ha fatto crescere come persona e come giocatrice”.

 -Come ti trovi con il nuovo gruppo?

“Benissimo. È davvero un bel gruppo. Siamo molto unite e si è notato sin dall’inizio. Fra tutte noi c’è complicità ed è anche merito del nostro allenatore che è molto bravo. Adesso l’obiettivo è quello di cominciare il campionato e fare il massimo”.

Come procedono gli allenamenti?

“Iniziare gli allenamenti dopo una lunga pausa è una situazione ovviamente dura, nonostante ciò va tutto bene. C’è impegno da parte di tutte”. 

-Come ti trovi a Taranto? Cosa ti piace della città?

“Forse sono un po’ di parte, perché mio padre è pugliese, ma sono sempre stata innamorata della Puglia, per il suo mare e per il cibo. A Taranto mi sto trovando molto bene, perché la città è molto bella e tranquilla; per non parlare delle persone che ci vivono, sono tutti super disponibili e accoglienti”.

-Com’è la convivenza con le altre compagne di squadra?

“Io vivo con Cinzia Armenti e con Camilla Berardi. Andiamo tutte d’accordo, siamo tre ragazze tranquille e ci troviamo benissimo insieme”.

-Quali obiettivi avete prefissato tu e le tue compagne di squadra?

“Ovviamente ognuna deve dare il proprio contributo. In campo ci aiuteremo perché la cosa fondamentale è la complicità e la comunione d’intenti. Puntiamo al meglio. L’obiettivo comune è quello di arrivare il più in alto possibile”.

-Qual è il tuo quintetto ideale in campo?

“Debora Palmisano, Francesca Lacitignola, Cinzia Armenti, Camila Berardi e Ciminelli”.

Un messaggio ai tifosi?

“Ai tifosi dico, se possibile, di venire tutti al palazetto a fare il tifo per noi che sarà fondamentale per la squadra. Non vi deluderemo!”